Il funerale

Sono passati gli anni

del simbolo della creazione,

anni nei quali avevo scommesso

tutto quello che ero su di te.

Cosa stava davanti ai miei occhi?

E quale duro risveglio è la diffidenza?

Ora sono restituito 

monco ed imparziale

ad una realtà che non so sopportare,

quella che gli altri chiamano vita,

e che per me ha il peso di un mondo,

tanto che il mio essere ne è piegato.

Siccome tu sei persa

e non puoi essere riconosciuta,

data l'inconsistenza del ricordo

e la fragilità delle cure mancate,

io partecipo nei sogni

al funerale di quello che fu il nostro amore.

Ma poi si trattò di amore?

Non fu piuttosto l'incontro di insoddisfazioni

magnetizzate da impavidi desideri?

Un piacere di stare insieme

per scommettere rischiosamente

a volte sulla gioia ed altre sull'odio.

Qualunque cosa sia ancora

questa nostalgia è la volontà

di far d'un cadavere un idolo indiscutibile.


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