Lo scorso natale

Natale scorso

E' stato Natale solo ieri e domani torna già ad esserlo. In mezzo tutte le mie vane speranze infrante, le colpevoli incomprensioni,
l'ostinazione dei ricordi. Ciò che più non è di sicuro non sarà mai più. Non avevo mai vissuto prima d'ora senza una famiglia.
E' stato un po morire mettere i doni sotto i crisantemi, spacchettarli da solo coi postumi di una sbronza triste, avvelenato da dubbi e gelosie. Quanto è umano tutto ciò, quale profonda malinconia si accovaccia come un gatto nell'inverno del mio cuore abbandonato. Che idiota fierezza nell'essere sopravvissuti, che orgoglio smodato nel vivere la mia fine in anticipo. Intendo non la Natività ma i tuoi occhi distanti dati in prestito a chissà chi, il tuo sorriso che risplende sul volto di uno più bravo con la sola compagnia incerta della tua anima, che per un attimo è stata mia. Che miseria cercare in qualche libro la spiegazione a una simile pena o ragionare vaneggiando sulle possibili soluzioni. So che tu sai che la tristezza anche stasera si è posata sul letto disfatto
ed ho pianto e sognato aggrappato al fantasma delle tue dita, tenendoti lontana la responsabilità ponendola sul mio collo per colare a picco io da solo. Mentre gli altri si accaldano io sto sotto chili di polvere e neve nel torpore di un attimo infinito,
nella forza in una speranza che non si arrende. (Nella certezza di una realtà diametralmente opposta).

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