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La via

Posso pulirmi i piedi Dalla polvere dell'essere E fare un balzo in ciò Che non ha regola e principio. In verità sono sempre stato Altrove da questo luogo Dove ci si contende disgrazia Ferendo e uccidendo il fratello. Sono stato ritirato nell'antro Del mio cuore immenso Per un eone o forse più Rigenerato nel corpo e nella mente Che sono puledri per il mio spirito. Il quarantesimo giorno Aprii il varco del mio capo E mi congiunsi col Misericordioso. Da allora ho compreso Che le meccaniche dei mondi Sono tutte girevoli  E ho iniziato a girare sull'asse  Del Paradiso che è il mondo Visto con gli occhi di chi Odia il male e non lo fa più. Le lingue e i simboli non hanno Misteri ai miei occhi aperti, La rondine e il cimitero Il sasso e il mare e ogni cosa Sono tutti chiari viatici Verso il Trono di Colui che è.

Indizi nascosti

Col tempo si perde ogni attitudine al mondo va la vita svuotandosi dei suoi orpelli di fango e non rimane che il tempo che coincide col nostro essere. Forse è questo il tesoro nascosto e il cuore giubila commosso sapendo che la ricerca è finita e che il segreto svelato va solo protetto all’ombra della nostra nuova fedeltà. Quello è il tempo in cui si può bestemmiare dicendo la Verità dunque occorre tacere e nascondersi nascondendo la Verità un’altra volta agli occhi del mondo (Non siamo forse noi Dio disse incontenibile il matto?). Manifesto deve essere solo il comportamento svincolato dal principio che regola le usanze. Nella piazza del tuo cuore che libero accoglie chiunque dopo che la Legge è stata seguita e portata oltre se stessa tu vivi un anticipo radioso del luogo preparato per te in eterno.

Oltre le vette

 Non temere, La tua follia è celata Agli occhi di chi Non conosce la luce. Nessuna accusa e giudizio Incombe più su di te Nel lato nascosto Di ciò che per gli altri È solo manifesto. Sei diventato una piccola Fiamma che arde Nelle tenebre del Non-essere, Da lì sarai germoglio e figlio Della consapevolezza universale. Quello che possono prendere Tu l'hai già restituito, E visto che la tua anima È al sicuro per sempre Falla brillare solo Per chi ha occhi folli come i tuoi. Per tutti gli altri Sii solo carne che non gira Attorno alla Verità,  Diventa come loro Mentre spedito sali Verso i reami più alti.

Io e te

Noi amiamo solamente  Il desiderio di conoscerci Che come un veleno Annienta la possibilità Del nostro amore. Quella voglia Era un uccello Con una sola ala: Fatta per i cieli Impotente nel volo. Io sono perso Ma ho trovato il modo Di sfuggire oltre le orbite Anche così conciato. Sono divenuto folle Il giorno in cui hai giurato Fedeltà alla terra E hai contratto matrimonio Con la bassezza dell'illusione. Non mi è rimasto Che il calice quasi mistico Di un dolore incessante. Ma forse la mia malattia Mi fa scambiare te per me E come un serpente Striscio e mi muovo energico Assorbendo il potere Delle cavità sotterranee Mentre tu, leggiadra,  Danzi leggera  Con piede a volte in cielo.

Ricorda

Un tempo Tutti erano qualcuno Per me, Ed io tutto Comprendevo. Una nube Piccola e senza  Pensieri cattivi Ha oscurato L'intero sole. Nella notte Della certezza L'amore  È divenuto Simile alla morte, Il dolore Del cuore Si è fatto troppo duro. Il vento Che porta via  La nube Si chiama: "Dimentica te stesso".

Le stelle

 Le stelle Queste stelle Sono fulmini Che schiariscono E polverizzano I miei peccati. Stella, tu non esisti Fuori da me Come io fuori da Dio. Nelle notti dove si piange Si veglia  e il sangue Ci batte forte Vicino ai timpani Facendoci credere Che il tempo sia finito Senza necessaria assoluzione. Notte, inghiottimi, e portami a fondo. E tu stella Fammi compagnia In questi tre giorni In cui muoio e rinasco Non cambiando una virgola Del mio destino, Compiendolo con volontà Ferma e coraggiosa. Ora io agisco Senza comprendere E al di là del bene e del male Sono la spada Saldamente in mano al Giusto. Il mio silenzio E più eloquente del tuono E il mio giudizio pauroso, Poiché non da me viene.

Dove sei?

 Ho perso quella frenesia Che m'imponeva di conoscerti. Forse la mia luce Era troppo solare Per me non essere inghiottita Dalle tue oscurità immani. Ho brancolato come ubriaco Nelle mie certezze da quattro soldi E ho smarrito il luogo Dove risiedeva il tuo cuore. Così il mio splendore Mi è stato compagno e rovina. Allora, nella disperazione dell'apparenza, Ho pregato di essere inghiottito In un Nulla che tutto spiegasse. E da allora sediamo sul trono Come re e regina, Paghi e silenti Della nostra conoscenza perfetta.