Niente che emozioni

che faccia provar vertigini

che restituisca l'entusiasmo perduto

in una vita che ci ostiniamo

invano a comprendere e dominare.

In realtà siamo molto disfunzionali

non seguiamo le regole adatte

viviamo contro ogni buon senso

quasi che l'esistenza dovesse essere un dopante.

E quando ce ne rendiamo conto

sprofondiamo nell'afflizione

di chi si definisce un piccolo moralista,

un aspirante borghese mansueto

padre di famiglia

perchè consumato al fuoco degli amorazzi.

Poi c'è sempre il "matto"

che ricorda la nostra necessaria noia

che da un senso ai giorni uguali

all'inflazionamento dello stesso piacere.

Che ridona linfa alla nostra smorta esistenza

che ci fa benedire lavoro ed automobile

che ci fa innalzare preghiere di gratitudine.

Ebbene, quello che ha il matto,

e che solo lui può avere,

è di essere un vera confessione ingenua

un'altissima, incessante, preghiera silenziosa.

 

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