Destriero
Temo la molteplicità,
è un difetto delle persone difettose
come me.
Così la prendo tutta quanta
e la metto sotto la categoria:
“Male”.
Amo invece l’ideale, il mentale,
sono più propenso a comprenderlo.
E’ il mio rifugio
che mi estranea dagli altri
che non comprendo
nella loro infinita complessità.
Tra me e gli altri
c’è un grande ostacolo:
non lo chiamerei “volontà di comprensione”,
quella ce l’abbiamo tutti.
Io credo di avere
una costante ed insaziabile
“volontà di comprensione”.
Anche gli altri cercano e non trovano
ma se ne fanno una ragione
smettendo di cercare (quello che non si può trovare).
Non si ostinano
ad abbattere muri e muri
di temprata durezza cosmica
con encefali mollicci e transitori.
Essi staccano, e vincono.
Incontrano amorazzi, e tra loro
l’amore
più amano e più vincono.
Io sono l’eroico perdente
che alla sua veneranda età
è riuscito solo a capire ciò che è inutile
e non ciò che è meglio e piacevole.
La mia vita è un sacrificio continuo
la storia di una mecellazione dell’Ego,
che sempre si rinnova.
L’Ego non è robaccia
ma va trattato per ciò che è:
un destriero, non il cavaliere.
Il cavaliere viaggia ai limiti
col consenso di Colui che può darlo
è umile e quello che chiede gli è dato.
Io sono l’opposto
e lascio che il puledro
mi conduca, dove vuole,
per le vie di polvere del mondo.
Ma sono anche una costante preghiera
che dice: “liberami!”.
Per questo un giorno
forse sarò liberato
e insieme avrò te al mio fianco.
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