Il compromesso

Certamente preferisco la sassaiola,

la pioggia d’insulti che si riserva

a chi non è pratico del proprio compito,

che incerto batte il sentiero delle verità

anche se tutti gli dicono che non ne avrebbe diritto.

Altrimenti rischierei il peggior male,

quello di perdere di vista i miei vizi

e conformarmi alle vostre virtù.

Certamente preferisco la solitudine,

il camminare come eterno principiante

come giovane che non conosce mestiere

che divenire una fotocopia delle vostre delusioni

che hanno il merito di farvi sentire meno soli.

Io sono fiero delle mie maldicenze

delle percosse e degli sputi, di tutti gli insulti,

e non temo di andare a pezzi

perché so chiedere chi sono solo a me stesso.

Io sono un vetro infranto

i cui cocci portano tutti quanti un nome e una storia

e davvero, per quanto risulti allarmante,

nella monotonia delle mie giornate

vivo libertà che voi non conoscerete mai.

So che voi chiamerete questa “viltà”,

so bene che perché non sventolo

nessun delle vostre bandiere sono un bandito

e che quando torno a casa subisco le tentazioni

di rinnegare le mie singolarità

per potermi dire qualcosa che ha seguaci,

per avere un qualcuno che gli mostri compagnia.

Prenderei una penna e sottoscriverei la mia abiura

a tutto ciò che credo e che sono

perché conosco le dolorose illusioni della solitudine

quanto le conoscete voi, se non di più.

Ma alla fine, anche se non ci si abitua,

le angosce più mortali sanno essere sopportate

e si scopre che la direzione opposta

il pensiero non deviato dall’altrui pensiero

donano un gusto all’esistenza

tale da poter rinunciare alla vicinanza,

alle vertigini esaltanti dell’amore,

alle comprensioni necessarie dell’amicizia.

Una tale definizione folle

questa improbabile cucitura della ferita dell’essere soli

è qualcosa che vi fa tramare nell’ombra

tutte le antiche insidie che sempre si sono rinnovate.

Poiché lo scandalo più terribile

che un essere umano possa fare all’umanità

al destino e a tutti i suoi fratelli,

consiste nell’affermazione di poter esistere,

di avere il diritto di farlo

anche se non si vuole scendere a compromessi.

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