Psicosi

D’accordo, proverò a giocare
con le parole
lasciando che la mia psicosi
adesso più simpatica
possa involontariamente istruirmi
sulle cose che
mi rendono ancora incompleto.
C’è stata una mattina
(quando si è psicotici una vale l’altra)
in cui cercai di abbattere il pregiudizio
che avevo nei miei confronti
rivolgendomi, in tono scherzoso,
ad una bella e sconosciuta ragazza.
Fino ad allora
non avevo intenzione di abbandonare
una certa illusione
che mi faceva sembrare vivo
anche se ad una vita del genere
sarebbe parsa migliore la morte.
Fu così che impegnando le mie facoltà
accelerate e piene di sé per il malessere
le rivolsi una frase simpatica e,
meraviglia delle meraviglie,
ottenni in cambio di essere trattato
allo stesso modo, piacevolmente.
Considerato che non avevo intenzione
come non e ho adesso
di abbandonare la mia vecchia passione,
potei, con gran stupore,
comprendere che non tutti mi odiavano.
O meglio, che odiavano solo
la mia parte malferma e imbronciata
che perdeva il suo tempo
cercando una nuova pace con vecchi discorsi.
Il cuore pieno di gioia
e la mente anch’essa ringalluzzita
fumavo la mia sigaretta
con la consapevolezza che
per quanto io risulti complicato
neanche con tutti i miei sforzi
avrei mai potuto divenirlo come una donna.
E’ per me obbligatorio
terminare queste righe dal tono innovativo
provando a immaginare che la mia passione
luna dalle tante facce, anche scontrose,altro non volesse da me
che nuove scuse e una dichiarazione inattuale
per potermi far dono del disperato perdono.
Ma questo è un discorso
che esula molto da quanto
posso dire e pensare a riguardo,
poiché è triste per l’aspirante poeta
tralasciare il mondo iperuranico
per mettersi a pulire la propria abitazione.
Ma se l’amore non ci cambiasse affatto
potremmo ancora chiamarlo tale?

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