Rimembranza

Si giocava a perdere il tempo
senza sapere a cosa si andava incontro.
Quando si ebbe la certezza
che la clessidra andava girata,
i più l’avevano già fatto da tempo.
Avevano preso responsabilità
con l’incoscienza dei vecchi amici,
e ora ne invidiavano la spensieratezza
anche se questa gli aveva lasciati
al punto di partenza, senza pietà.
I meglio dotati tra tutti,
quelli rimasti fermi e gli arrivati,
si chiedevano il senso della fatica
di combattere questa guerra senza vincitori.
Una vita di studi, ascolto, pensiero
di politica, famiglia e salvadanai
aveva spinto infine tutti sulle alture.
L’ultima altura, che io sappia, è comune,
anche se i ritorni, a volte, riescono.
Ci siamo incontrati ai piedi di un Maestro,
a chiedere ciò che non ricordavamo,
gli occhi stancati da troppe delusioni.
La mia altura è sempre la rimembranza.

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