Stella
Erano belli i giorni
passati insieme,
avevo l’impressione
che tutto avesse un senso.
Non sentivo quei vuoti
che mi avevano distrutto.
Ero pieno di te, di noi,
tra un bacio furtivo
in un nascondiglio
lontano dalle nostre delusioni
e una scaramuccia
dovuta ad una piccola disattenzione.
Dove sei ora? Cosa fai?
La vita può essere tanto dura
da continuare per chi non ama
e finire per chi si strugge
nel ricordo della felicità?
Possono davvero finire
certe cose che alterano
il battito del cuore?
La bilancia ha segnato
senza nessuna clemenza
che grave si è fatto il rimorso
e più leggero l’amore:
la nostra felicità non tornerà.
Eppure sempre abbiamo saputo
che si trattava di un pericolo,
ma cosa ci rendeva tanto coraggiosi,
tanto incoscienti?
Era lo smuovere delle costellazioni
delle nostre anime
che sapevano far roteare
i nostri sguardi fissi su noi.
Non avremmo mai potuto
tirarci indietro dal provare
il battito d’ali delle galassie
non avremmo potuto smettere
di cibare il corpo col corpo
finché il sipario di una pausa perpetua
cadde a dare l’illusione
che quanto è avvenuto tra noi
possa finire come muore una stella.
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