Visione del mondo in breve
Certo io scrivo per sollevare il disprezzo e l'ilarità sopra di me, come se tutta quella già presente da tempo, non bastasse a rendermi abbastanza infelice. Ma esiste un limite oltre il quale l'umiliazione diviene la norma, e la si accetta come una componente integrante ed ineliminabile della propria esistenza. Come tale, non è più in grado di nuocere facendo, ad esempio, far perdere la testa ed impazzire. La si accetta come parte di sè, come un famigliare antipatico, che resta sempre e comunque tuo fratello che non enti dotati di esistenza intrinseca. Io vivo in sospeso, mi sembra di essere in un carcere, in isolamento tra pantomime di esseri umani, che sembrano più fantasmi e proiezioni della mia mente sconvolta. Ogni cosa ha una sua esistenza intrinseca, ma gli altri esseri umani sono solo proiezioni illusorie di miei desideri inconfessabili. Gli altri non sono l'inferno, gli altri semplicemente non sono. Esistono semplicemente perchè io glielo concedo, al fine di non vivere solo nel cosmo. Ma non sono permanenti e concreti, come l'essenza dei miei pensieri. Come in fondo tutto me stesso, col mondo e la mia personale rappresentazione di esso.
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