La fine di noi
La fine di noi Non è vero che gli altri non mi abbiano amato, pur tra rumori intestinali soppressi per non turbarmi. Con scafandri per abbracciarmi quasi fossi un asino abissale. Che dire di quella che chiamo solitudine? Semplicemente una compagnia alternativa! E poi come potrei mai sottrarmi dal veritiero giudizio di cattiveria? Io, è risaputo, non comprendo, e devo fidarmi del giudizio altrui fosse anche quello del peggior nemico. Un colpo ed un altro ancora gli anni si susseguono e lo spirito perde l’inclinazione ad essere tale, risiede in un cuore di ragni. Tutto ciò che fa vivere viene perso lentamente per strada alla fine ti abitui anche a non portar più addosso le mutande e non ti rattristi più per le feste. Un ottundimento sentimentale una regressione a quando si stava peggio perché questo non può essere definito male, non può essere definito e basta. Metto sulla bilancia amorazzi, desideri, perfino le musiche, dall’altra solo la p...