Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2020

Il compromesso

Certamente preferisco la sassaiola, la pioggia d’insulti che si riserva a chi non è pratico del proprio compito, che incerto batte il sentiero delle verità anche se tutti gli dicono che non ne avrebbe diritto. Altrimenti rischierei il peggior male, quello di perdere di vista i miei vizi e conformarmi alle vostre virtù. Certamente preferisco la solitudine, il camminare come eterno principiante come giovane che non conosce mestiere che divenire una fotocopia delle vostre delusioni che hanno il merito di farvi sentire meno soli. Io sono fiero delle mie maldicenze delle percosse e degli sputi, di tutti gli insulti, e non temo di andare a pezzi perché so chiedere chi sono solo a me stesso. Io sono un vetro infranto i cui cocci portano tutti quanti un nome e una storia e davvero, per quanto risulti allarmante, nella monotonia delle mie giornate vivo libertà che voi non conoscerete mai. So che voi chiamerete questa “viltà”, so bene che perché non sventolo nessun delle vostre bandiere sono un ...

Sofferenza di una notte di fine ottobre

Le tante notti Passate tra bui saturi di presenze, Emanazioni ectoplasmatiche di ricordi Che dirompono da profondità insondabili Alla fine, come una platea di fantasmi, Si sono riunite a scrutare l'abisso che sono divenuto. E' stata una violenta intromissione, Come se il mio corpo nudo Fosse stato gettato ad un branco di lupi. Vedo i loro occhi brillare nell'oscurità, Provo tanto timore da non potermi più dire sano. Ho conosciuto l'alba della coscienza, Parlato il proto linguaggio di tutte le follie E provo come un poeta fallito A rendere edotta la gente di questa specie di orrore. Ma non ho il dono dell'equilibrio Non posso annoverarmi tra i descrittori belli di verità. Quello che posso portare è un avvertimento, La fine che fa colui che si spinge senza maestria Nei reami dell'insondabile, e che torna da esso con un'immagine parziale Come fosse una Madonna dipinta con regole inestitenti Una blasfemia, una bruttezza e una imperdonabile ingenuità che costerà ...

Vanità del linguaggio

Ti sia vietato inizio Se non sopporti la notte, E dare voce alle cose Se aspiri alla verità. Non temere l'oscuro Che tutto da esso si genera. Ammantalo della luce Che confonde i tuoi intenti Agli occhi di chi è solo luce. Se giudicherai il bene ed il male Da essi avrai solo un nome E sarai la vittima di un rituale, Fuorviato da una retta via. Ciò che è nascosto Ha le sue ragioni per esserlo. Dai via il manifesto Per palesare ciò che è celato. In ciò sta l'essenza del moltiplicare.

La conoscenza

Mi fa da culla Il mare dell'onirico, Ed ogni filosofia e domanda È posta sotto altri fondamenti. Io sono l'inventore Delle domande e delle risposte, Mentre prima queste si erano solo cercate. Come in un letargo Di tanto in tanto Gusto il miele della ragione, Convinto che la follia Sia la più alta delle soluzioni, E che i digiuni della mente Portino alle più alte mistiche. Certo anch'esse vanno moderate, Vanno poste briglie al puledro selvaggio Affinché la sua e tua volontà divengano un sola cosa: Medesimo il sentiero e la meta Sconvolta la dicotomia tra fato e libertà Superata e sintetizzata ogni dualità. Già ho provato il suono perfetto E la visione trasmutata, E se fosse stato per la fiducia Mi sarei stabilito da tempo tra i maestri, Ma a volte è più utile un cattivo esempio Per riportare i tanti cocci dispersi Alla sola ed unica contemplazione.

La solitudine

Noi che guardiamo alle soluzioni dei problemi, che persino abiuriamo alla ragione e ci scordiamo della compagnia come olocausti dimenticati dalla storia, abbiamo anche noi contribuito alla felicità dei molti. Noi che pure la bellezza è un problema una carezza un gesto spaventoso un amore troppo raro per essere perduto cosa abbiamo dato alla maturità dell’uomo? Arrivati troppo tardi a tutte le feste o avendole volontariamente trasgredite, -il divertimento è per i veri dotati- alla fine abbiamo avuto la consolazione di un dio che non poteva non esistere. Chi cominciò per prima? Fu la mesta vanità del genio ad allontanare dalle cerchie dell’affetto, o i presunti buoni ci scalciarono in deserti dove sopravvivere era tutto? Tornati dalle vette annunciammo le ovvietà più sconcertanti, straniti di non trovare alcun uditorio, ci tacciarono di cattiveria e dispotismo, di essere architetti di cattedrali dell’ego. Non esiste parola che sappia descrivere l...

La rosa

Non importa se una parola sfuggirà dalle funamboliche piroette delle mia anima ed andrà a dipingere un immagine alla quale non appartengo. Conosco il potere del suono dotato di ragione come ne conosco i limiti, potrei con esso farmi creatore e distruttore. Ma un nome non so darti che ti imbrigli totalmente, tra tutte le cose posso solo paragonarti alla rosa che silente si lascia contemplare nelle sua bellezza.  

Il funerale

Sono passati gli anni del simbolo della creazione, anni nei quali avevo scommesso tutto quello che ero su di te. Cosa stava davanti ai miei occhi? E quale duro risveglio è la diffidenza? Ora sono restituito  monco ed imparziale ad una realtà che non so sopportare, quella che gli altri chiamano vita, e che per me ha il peso di un mondo, tanto che il mio essere ne è piegato. Siccome tu sei persa e non puoi essere riconosciuta, data l'inconsistenza del ricordo e la fragilità delle cure mancate, io partecipo nei sogni al funerale di quello che fu il nostro amore. Ma poi si trattò di amore? Non fu piuttosto l'incontro di insoddisfazioni magnetizzate da impavidi desideri? Un piacere di stare insieme per scommettere rischiosamente a volte sulla gioia ed altre sull'odio. Qualunque cosa sia ancora questa nostalgia è la volontà di far d'un cadavere un idolo indiscutibile.

La condanna

 Noi siamo gli animali claudicanti inventori di sottili paranoie quando siamo quasi nella normalità e generiamo col lavoro e la fiducia quella poca che ci rimane la perpetrazione di una ingiustizia che inevitabilmente porta all'abisso. Sciamo gli scimmioni raffinati dalle sofisticate arti della guerra presuntuosi nella forza scaltri ed ingegnosi nella debolezza. Pur immersi nel conflitto lo neghiamo a noi stessi per non declassarci alle ombre di noi stessi. Molto rara è la condizione di chi valuta senza dubbio la crudeltà e cerca di stemperarla con una carezza unendo femmineo e maschile. Tutta la nostra storia è la narrazione di una melodia disarmonica che a stento riusciamo ad ascoltare.

Pensiero

 C'è qualcosa di assolutamente incomprensibile nell'animo umano, e nella realtà esteriore che è l'incontro di questo con il mondo esterno. Forse noi viviamo, anche l'individuo più basso ed ignobile, perchè abbiamo sentore, intuiamo questo vitale segreto che ci è precluso, e andiamo avanti per cercare di risolverlo. L'unica colpa che si può imputare all'essere umano, sempre che di colpa si possa trattare, è quella di scegliere spesso delle strategie e delle modalità affatto scorrette per comprendere l'esistenza. Comprensione che in definitiva è il nostro compito, il nostro lavoro, ed insieme la nostra salvezza.

Alba

Riposa, alba, Non aver fretta. Gli animali notturni Turbati dalla vibrazione Di una coscienza Irrimediabilmente compromessa Ti attendono da tempo Nelle loro mattine Che brillano della luce Accecante e insopportabile Della colpa e della vergogna. Non affrettarti, alba, A portare il nuovo giorno A coloro che non hanno rimpianti. Lascia che i giusti dormano, Ma sii un monito, Un discrimine terribile, Per tutti quelli che con ansia Aspettano il rinnovo della tua promessa.

Il grande amore

 Quando accanto ad una grande tristezza si posa una grande gioia, e mi sento centrato, io posso parlare di te, amarti. Rubo allora da vocabolari primitivi e sapienti le parole adatte e inaudite che sole si prestano a descriverti. Come io riesca a far ciò è un mistero che ci compiace, io mi sento più che un uomo a lusingarti e farti sorridere, mentre tu diventi come una regina. Ma quello che di te amo davvero, quello che io solo intuisco non esiste parola che lo comprenda. So che sei una forza che altera il mio tempo: non temo la morte quando ti penso ne la vecchiaia o malattia poiché tutto mi appare sensato, aldilà di una logica fredda che ha tradito le mie aspettative di conoscenza profonda, stanno i tuoi occhi che tutto spiegano. Per me sei la figlia del re ed io l’umile contadino che ti chiede il pasto dell’allegria, puoi saziarmi e trasformarmi con un capriccio o gesto. Conoscendoti ho comprato l’eternità al prezzo di una manciata di attimi, mi sostiene ora una purezza degli oc...

Storia senza senso

  L’ombra di un amore partecipa della sua essenza? Esiste una coscienza in una storia che si tiene in piedi con i cerotti? Mi assalgono associazioni, mio padre assassinato dalla vita. Il mandante? suo figlio. Dovrei arrabbiarmi? Essere triste? Dimenticare? Non c’è più bisogno di spiegazioni, ogni spiegazione va a braccetto con la colpa. Perdonami se non sono stato capace di curarmi col tuo amore e prendermi cura del tuo amore. Forse è tempo di staccare la spina anche a questa storia senza senso, senza vita. O meglio, forse è meglio che io lo faccia. Tu, probabilmente, l’hai fatto da tanto.

Trascendenza

“ Sto male!”. La questione potrebbe finire qui senza essere aulici, senza essere più sinceri. Ma ho scritto “So male!” non: “Sto bene!” o :“Io amo!”, quindi spenderò altre parole. Quelli che soffrono sprecano barche di vocaboli generano milioni di domande ma conoscono già le risposte: questa è la ragione del loro dolore. Chi sta bene tace forse sorride, appena appena, che la faccenda non sia ad essere troppo evidente e procuri altri veleni. Chi sta bene è intelligente nel cuore chi sta male prova a farsi furbo (ma non ci riesce). Per tutto il resto c’è questa insopportabile umanità che fa tutto senza eccesso e riesce anche ad invidiare chi per l’eccesso gioisce o soffre. Non scambiatemi per un mostro, ma ne ho basta di essere un uomo. Poi non lo sono abbastanza per cessare di esserlo e non ho abbastanza pazienza per trascendermi in qualcosa che non conosco. Quelli che stanno in questa situazione sono folli, non hanno diritti. Gli uomini e D...

Santi

  C’è modo di prendere eccessivamente anche il semplice, di sviscerare un sorriso per sapere il numero di cellule che ti hanno procurato gioia. La via dei santi, che, prima di essere tali, sono idioti ed elemosinano conoscenze superiori. Poi, dopo un giorno o dieci anni ecco che arriva il dono e ti ritrovi con un pensiero solo la pienezza della fede e una immortale notorietà. Prima sei stato solo deriso e offeso “ Non ha avuto gli occhi di chi amava si è dato al misticismo!”. Dio non è solo il più Grande, ma è Colui dai nomi infiniti di modo che nessuno lo possa dire ma sempre lo possa anche fare. Per Lui niente è impossibile dunque io che non confido tanto in me prego di avere insieme ai tuoi occhi tutta la Conoscenza che Lui voglia elargirmi.

Dormiveglia

Credo di non dire assurdità Affermando che le saggezza magmatiche Che precedono il sonno Sono portatrici di rivelazioni profetiche Che per la vastità stessa della loro natura Tendiamo a scordare durante il crepuscolo della nostra coscienza. Allora la logica cede il giusto Alla parte sfuggente di noi E per un attimo Prima di cedere all'imperio del sogno Siamo come dei che si trastullano col tempo, Che infinitamente non oltrepassano Lo spazio immenso che viene donato. O forse, ancora più tragico, Solo in quel momento Fuori da ogni categoria Che vive del e sul limitare, Possiamo dirci esseri umani.

Tentativo di prosa

Mi ero portato un po' troppo avanti col lavoro, e non mi aveva per nulla nobilitato. Il mio lavoro consiste in una parte più nobile, diciamo la parte ideale, che si riassume nel farmi seghe mentali ventitre ore al giorno (di notte pure il mio inconscio diventa un masturbatore seriale, ma lui è da sempre un vero artista in ciò), e una parte ignobile e pratica, ovvero provare per un ora a trascrivere il contenuto astruso di milioni di idee stupide e infruttuose. A volte riesco a fare qualche soldo, a volte no. Per fare molti soldi ci vuole talento e costanza e a me mancano entrambe. Per questo motivo solo io chiamo il mio lavoro tale, per gli altri è pura masturbazione e basta. Quando divento troppo assiduo nella masturbazione mentale, a discapito dunque di un ragionevole e proporzionato uso della concretezza, dopo un po' mi si fonde il cervello e vengo parcheggiato in qualche manicomio fintanto che la crisi psicotica, che ha sempre una durata di uno, massimo due set...

Noi due

Scusami, no ho trovato le parole giuste, saputo quali fossero le azioni corrette, per ricondurti dove volevi a quello che ero, e che amavi. Anche io mi sono alzato a stento negli anni, credevo di morire oppure di impazzire ero certo che qualcosa dentro di me sarebbe morta per sempre come per un’asfissia dovuta alla tua lontananza. Eppure ho continuato a vivere, credo sia lo stesso per te, e mi sono accorto che quello che eravamo era solamente un ricordo che il tempo non sbiadiva ma che non sarebbe tornato. Ma che gioia, che illusione nella speranza che il ricordo, sia affidato a noi due, cambiati, ma che come allora ridiamo e ci amiamo.

Idioti

I padroni Cadaveri che si cibano di carogne, tenendo al bando, affamati, bocche che parlano del Cielo. Non temo i miei deliri, pago da sempre le conseguenze, e lo farò per sempre. Visioni paranoiche, manie di persecuzione… Uno scherzo? Una realtà? Sarebbe uno scherzo poco divertente. Intanto svuoto le tasche e riempio i portafogli di pusher super altolocati. Voi lo chiamate uno scherzo morire come al solito come muoiono gli idioti?

Giuda

Mendicare all’alba subito un nuovo tramonto. Incessante desiderare d’esser fuori da questi giochi di cui si ignorano regole e avversari. Ho provato, se non con tutto, con un sacco di roba, e tutto mi ha deluso, tradito. Ho provato anche il campo raro che si dà agli uomini che per poco sono davvero tali, l’amore. Ed ecco un rimpianto ecco il più temibile degli avversari poiché al posto di un uomo mi sono fatto anche io legislatore. Non esiste legge, dove siamo, che porti a nessuna giustizia e non esiste legislatore che non sia anche esso un boia. Ci serve solo e di questo dobbiamo accontentarci quando ciò accade che qualcuno zoppichi accanto a noi lungo le strade che portano alle risposte. Io ho tradito e non ho chiesto perdono. A farmi tradire è stato il mio orgoglio. A non farmi sperare un perdono lo stesso motivo. Per quelli come me la domanda è come farla finita...

Destriero

Temo la molteplicità, è un difetto delle persone difettose come me. Così la prendo tutta quanta e la metto sotto la categoria: “ Male”. Amo invece l’ideale, il mentale, sono più propenso a comprenderlo. E’ il mio rifugio che mi estranea dagli altri che non comprendo nella loro infinita complessità. Tra me e gli altri c’è un grande ostacolo: non lo chiamerei “volontà di comprensione”, quella ce l’abbiamo tutti. Io credo di avere una costante ed insaziabile “ volontà di comprensione”. Anche gli altri cercano e non trovano ma se ne fanno una ragione smettendo di cercare (quello che non si può trovare). Non si ostinano ad abbattere muri e muri di temprata durezza cosmica con encefali mollicci e transitori. Essi staccano, e vincono. Incontrano amorazzi, e tra loro l’amore più amano e più vincono. Io sono l’eroico perdente che alla sua veneranda età è riuscito solo a capire ciò che è inutile e non ciò che è meglio e piacevole. La mia vita è un s...

Rimembranza

Si giocava a perdere il tempo senza sapere a cosa si andava incontro. Quando si ebbe la certezza che la clessidra andava girata, i più l’avevano già fatto da tempo. Avevano preso responsabilità con l’incoscienza dei vecchi amici, e ora ne invidiavano la spensieratezza anche se questa gli aveva lasciati al punto di partenza, senza pietà. I meglio dotati tra tutti, quelli rimasti fermi e gli arrivati, si chiedevano il senso della fatica di combattere questa guerra senza vincitori. Una vita di studi, ascolto, pensiero di politica, famiglia e salvadanai aveva spinto infine tutti sulle alture. L’ultima altura, che io sappia, è comune, anche se i ritorni, a volte, riescono. Ci siamo incontrati ai piedi di un Maestro, a chiedere ciò che non ricordavamo, gli occhi stancati da troppe delusioni. La mia altura è sempre la rimembranza.

I miei errori

Una ferita all’amore alla bellezza e alla fiducia siamo stati l’uno per l’altro, una piaga nel tessuto del cosmo. Non so più guardare alla vita che pur fragile e forte torna con gli occhi del bimbo che son stato: ho timore della stessa fanciullezza per l’ombra che potrei essere per essa. Quello che sono stato un tempo è un tenue e pallido ricordo, non è neanche da augurarsi che io torni l’attimo migliore che sia stato. Errore su errore sono stato anche quando ho assunto le tue colpe ed ero tanto sfinito da essere sazio pure del peccato. Poiché davvero dev’esserci un luogo dove colpa e bontà sono parole sterili, e stento a credere di poterlo raggiungere (anche se è già raggiunto il tesoro) insieme a te, quasi la grazia fosse la nostra personale dimora nuziale. Ho brucato dal fieno del ricordo l’affronto giovanile alla figura paterna, elaboro il lutto che ho tralasciato per sollazzi inutili, vanesi, secchi come le foglie di questo autunno che è la porta verso una nuova esistenza. Avrei v...

Mi fido

Mi fido di te anche se il mio dolore non trova nessun motivo ed il sospetto è una marea che sovrasta la mia logica traballante. Mi fido di te anche se quello che ho vissuto mi dona il senso di qualcosa che non so spiegare come una corrente che si oppone alle mie verità. Farti del male è come far male a me stesso Noi non siamo ciò che siamo stati siamo la possibilità di una nuova alba. Ma poi cado inesorabilmente nei miei malanni scritti nelle pieghe della mia anima rimasta giovane ed inesperta e non ho altra cura che la fiducia del lasciarmi andare al tuo consiglio che risuona lontano come un eco che va e ritorna. Un messaggero è come un angelo nelle vesti di un viandante, Accoglierlo oltre il dubbio porta ad una buona notizia Anche se la tua libertà confligge coi miei desideri e la tua volontà mi pare oscura lo stesso mi fido di te poiché non ho altro modo di guarire dalle mie infermità. La verità si fa trovare indomabile

Amici

La mia arte è vera, il manufatto della mia anima, è un’acqua in tempesta sulla quale galleggia la consistenza spirituale di una verità insostenibile. La mia arte è inutile forse una prova di reato, fotografia atemporale di un misfatto, testimonianza di una volontà che va dalla vita alla morte. La mia arte è emozionante come il parto di una creatura cui si dà nome “consapevolezza”. Questa nasce indifesa ma con infinite potenzialità. La mia arte è difesa e attacco, belligerante confusione estetica, il mio modo di gridare l’indignazione con la quale vengono trattati i pazzi. La mia arte è la mia vita senza elogi, senza bocciature, per questo è stata evidente agli altri prima che a me stesso. Ho svelato alla mano il punto dove colpire e dove poter fare una carezza. L’ho detto con franchezza e ingenuità con la speranza di essere amato. Ma dell’amore, in fondo, sono rimaste solo le cicatrici.

Psicosi

D’accordo, proverò a giocare con le parole lasciando che la mia psicosi adesso più simpatica possa involontariamente istruirmi sulle cose che mi rendono ancora incompleto. C’è stata una mattina (quando si è psicotici una vale l’altra) in cui cercai di abbattere il pregiudizio che avevo nei miei confronti rivolgendomi, in tono scherzoso, ad una bella e sconosciuta ragazza. Fino ad allora non avevo intenzione di abbandonare una certa illusione che mi faceva sembrare vivo anche se ad una vita del genere sarebbe parsa migliore la morte. Fu così che impegnando le mie facoltà accelerate e piene di sé per il malessere le rivolsi una frase simpatica e, meraviglia delle meraviglie, ottenni in cambio di essere trattato allo stesso modo, piacevolmente. Considerato che non avevo intenzione come non e ho adesso di abbandonare la mia vecchia passione, potei, con gran stupore, comprendere che non tutti mi odiavano. O meglio, che odiavano solo la mia parte malferma e imbronciata che perdeva il suo tem...

Preghiera

La mia anima trema di fronte al suo Destino. Stelle immobili si riflettono sulle onde di un mare in tempesta. Il desiderio si è tramutato in intenzione. Ora so dove sono e chi sono. Al mezzogiorno del mio cammino, spero che venuta sera, riposerò nella casa di Dio. Il rosso del crepuscolo non mi dà ansia, ma molta gioia. Il destriero imbizzarrito, sta per essere imbrigliato, e, da ribelle, diventa mansueto. Possa il Signore apprezzare i miei gesti, anche piccoli, come venuti dal cuore. Possa io non inorgoglirmi per questa Grazia. Come al risveglio inizio ad intuire la differenza tra il sogno e l’Unicità.
 Niente che emozioni che faccia provar vertigini che restituisca l'entusiasmo perduto in una vita che ci ostiniamo invano a comprendere e dominare. In realtà siamo molto disfunzionali non seguiamo le regole adatte viviamo contro ogni buon senso quasi che l'esistenza dovesse essere un dopante. E quando ce ne rendiamo conto sprofondiamo nell'afflizione di chi si definisce un piccolo moralista, un aspirante borghese mansueto padre di famiglia perchè consumato al fuoco degli amorazzi. Poi c'è sempre il "matto" che ricorda la nostra necessaria noia che da un senso ai giorni uguali all'inflazionamento dello stesso piacere. Che ridona linfa alla nostra smorta esistenza che ci fa benedire lavoro ed automobile che ci fa innalzare preghiere di gratitudine. Ebbene, quello che ha il matto, e che solo lui può avere, è di essere un vera confessione ingenua un'altissima, incessante, preghiera silenziosa.  

Lo scorso natale

Natale scorso E' stato Natale solo ieri e domani torna già ad esserlo. In mezzo tutte le mie vane speranze infrante, le colpevoli incomprensioni, l'ostinazione dei ricordi. Ciò che più non è di sicuro non sarà mai più. Non avevo mai vissuto prima d'ora senza una famiglia. E' stato un po morire mettere i doni sotto i crisantemi, spacchettarli da solo coi postumi di una sbronza triste, avvelenato da dubbi e gelosie. Quanto è umano tutto ciò, quale profonda malinconia si accovaccia come un gatto nell'inverno del mio cuore abbandonato. Che idiota fierezza nell'essere sopravvissuti, che orgoglio smodato nel vivere la mia fine in anticipo. Intendo non la Natività ma i tuoi occhi distanti dati in prestito a chissà chi, il tuo sorriso che risplende sul volto di uno più bravo con la sola compagnia incerta della tua anima, che per un attimo è stata mia. Che miseria cercare in qualche libro la spiegazione a una simile pena o ragionare vaneggiando sulle possibili soluzioni....

Passeggiata mattutina

Mattinata di autunno, sveglio dalle 3 del mattino, dopo aver scolato un botticino di tranquillante. Niente da fare, non dormo in nessuna maniera. Dopo 4 ore ero sveglio ed arzillo. Gli occhiali smarriti in giro per la casa, magari ho fatto pure il sonnambulo. Ora sono uscito: giro della collina, con i lavori per organo di Bach nelle cuffie. Sosta al bar per una seconda colazione. Ora riprendo lungo il fiume, tra i boschi. La vita sarebbe qualcosa di meraviglioso, e lo è comunque, anche se stiamo male e non abbiamo la fortuna di qualcuno che, standoci accanto, possa condividere con noi tanta bellezza. 

Barbone

Sveglie prima dell’alba con tanto di acciacchi nel corpo e nell’anima. Mi trascino fuori dal letto la casa è un po' più vivibile ma solamente da ieri. Non ho digerito la fine tra noi ne la gioia che regala una speranza. A cosa mi riterrò simile? Intanto la mia gatta si solleva in grandi proteste. Frequenta il letto sempre più di rado a parte quando, svegliandomi, reclama a gran voce la sua pappa. A dicembre è folle aggirarsi come un barbone per le vie del proprio paese alla ricerca di una sigaretta di cui non so bene neanche quanto mi pentirò a fine giornata. Quando si invecchia sempre che a quaranta anni ci si possa sentire tali le rughe fanno scordare le bellezze passate e hai la speranza di fa innamorare solo più grazie alla saggezza la spiritosaggine e quel poco di cultura che hai acquisito. Passati per sempre gli amori giovanili ma non ancora abbastanza vecchio da rinunciare ad un po' di sesso ti ingegni su come fare colpo su qualcuno. Io credo che ho più bisogno di compag...

Visione del mondo in breve

Certo io scrivo per sollevare il disprezzo e l'ilarità sopra di me, come se tutta quella già presente da tempo, non bastasse a rendermi abbastanza infelice. Ma esiste un limite oltre il quale l'umiliazione diviene la norma, e la si accetta come una componente integrante ed ineliminabile della propria esistenza. Come tale, non è più in grado di nuocere facendo, ad esempio, far perdere la testa ed impazzire. La si accetta come parte di sè, come un famigliare antipatico, che resta sempre e comunque tuo fratello che non enti dotati di esistenza intrinseca. Io vivo in sospeso, mi sembra di essere in un carcere, in isolamento tra pantomime di esseri umani, che sembrano più fantasmi e proiezioni della mia mente sconvolta. Ogni cosa ha una sua esistenza intrinseca, ma gli altri esseri umani sono solo proiezioni illusorie di miei desideri inconfessabili. Gli altri non sono l'inferno, gli altri semplicemente non sono. Esistono semplicemente perchè io glielo concedo, al fine di non vi...

Crudeltà

C’era stata qualche divergenza le mie solitudini mi rendevano polemico e neanche il tuo bene riusciva a cancellare il mio marchio. “ Che importa se sei diverso anche se sei molto diverso?” eri solita ripetermi con ansia malcelata di chi non si trova abbastanza ne per se ne per chi ama. Quello che era successo gridava vendetta al cielo le tue carezze non mi trovavano mai presente. Alla fine ti abbandonai riconoscente e no allo stesso tempo afflitto e sollevato incurante della statua di cera che tu divenni. Mi macchiai dell’orrido delitto e pagai così a caro prezzo che neanche dopo tanto tempo ero consapevole di farlo. Sorvoliamo sulla cornice di ciò che sarebbe stato inattuabile il mio retaggio cattolico mi impediva certe trasgressioni alla sacralità e la tua responsabilità doveva fare altrimenti. Ma siamo stati travolti dagli eventi dopo un po' la nostra storia e era finita ma tu non volevi ricordare defunti e prolungasti la vita dove non c’...